Nell’articolo precedente ci eravamo lasciati con delle domande piuttosto interessanti… sul perché tra le fazioni death metal svedese e black metal norvegese ci sia da sempre dell’astio che, in passato lo si poteva definire puro odio… su quale sia stata la causa che ha portato gli esponenti di questi due generi ad odiarsi tanto…
La prima idea che ci si potrebbe fare a riguardo è per il fatto che i due paesi sono confinanti e non sarebbe la prima volta che i popoli “vicini di casa” non si sopportano, ma questa teoria viene puntualmente smentita in quanto, dopo aver fondato la sua etichetta discografica, la Deathlike Silence Productions, Euronymous volle fortemente produrre i lavori strazianti dei black metallers svedesi Abruptum e li mise sotto contratto ed addirittura, puntò ad aprire una filiale della Deathlike Silence in Svezia, con la collaborazione di Morgan Steinmeyer Håkansson, noto musicista svedese leader dei Marduk e degli Abruptum stessi.
Correva dunque buon sangue tra le band black norvegesi e le band black svedesi quindi no, non è un discorso di patriottismo.
La causa che portò a degli attriti fu una serie di sfottò che alcuni membri dell’ambiente death metal svedese indirizzarono ad Euronymous ed alla nascente scena black.
Forti di un genere che godeva di una certa visibilità e che continuava a guadagnare popolarità, i death metallers si chiesero con tono sarcastico, dove avrebbe creduto di arrivare Euronymous con le sue idee sgangherate e come avrebbe fatto a creare qualcosa di più interessante del death metal…
Una volta giunte all’orecchio di Euronymous, queste affermazioni ebbero pronta risposta; il leader dei Mayhem infatti accusò i suoi colleghi svedesi di «…essere dei fottuti poser in scarpe da ginnastica che suonano una musica di merda e che vestono la merda della Adidas».
Da qui, nacque un botta e risposta che non si limitò alle offese verbali, ma in breve tempo passò ai fatti.
Nella notte tra il 26 ed il 27 luglio 1992, su ordine di Varg Vikernes, una sua fan tentò di dare fuoco all’abitazione del chitarrista dei Therion (band heavy death metal svedese), Christofer Jan Johnsson e prima di allontanarsi, lasciò un messaggio scritto su un pezzo di carta, piantato con un coltello sulla porta d’ingresso; sul foglio c’era scritto «Il Conte è stato qui e ritornerà». Il Conte è Varg Vikernes il quale, al tempo si faceva chiamare con lo pseudonimo di Count Grishnackh. Alcuni giorni dopo l’incendio, Johnsson ricevette una lettera da parte di Vikernes con la quale egli prometteva che sarebbe tornato ed avrebbe completato il lavoro, minacciando di morte il chitarrista dei Therion e la sua famiglia.
A distanza di poco tempo da questo fatto, toccò ai Paradise Lost (band death doom metal britannica) assaggiare l’accoglienza “amichevole” dei black metallers… quando il tour passò per Oslo, il loro bus venne letteralmente distrutto a sassate da un gruppo di giovani esponenti del black metal i quali dissero che, se la band si fosse presentata nuovamente sul suolo norvegese, avrebbe fatto la stessa fine del loro autobus.
Nel dicembre dello stesso anno, passò per la Scandinavia il tour dei Deicide; questa volta non successe niente di particolare quando la death metal band americana suonò ad Oslo ma poche sere dopo, al club Fryshuset di Stoccolma, prima che salissero sul palco, scoppiò una bomba che distrusse completamente una parete del locale e causò alcuni feriti tra i presenti. All’inizio, le indagini portarono a credere che l’attentato fosse diretto ai Deicide, in realtà poi, in un secondo momento, si capì che l’ordigno sarebbe dovuto esplodere durante l’esibizione della band di supporto, i Gorefest, una band death metal olandese, politicamente corretta, ritenuta inutile e sfigata dagli esponenti del black metal.
Le forze dell’ordine non sono mai riuscite a trovare i veri colpevoli di questo gesto, cercarono anche al di fuori dell’ambiente black metal, ma senza grandi risultati; tuttavia, il leader dei Deicide, Glen Benton, è da sempre convinto che la colpa sia di qualche invasato sostenitore del black metal, che abbia voluto prendere di mira proprio la sua band.
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