Qualche tempo fa, incontrammo un nostro amico e cominciammo a parlare di musica. Appassionato di svariati generi, ci sorprese quando ci fece delle domande sul metal perché sappiamo che non rientra per niente fra i suoi gusti.
Ci chiese di fargli sentire qualcosa di pazzo, di bizzarro… la cosa più particolare che avessimo mai ascoltato e… la scelta non poté ricadere che sugli Abruptum.
«Chiiiiiii?» ci chiese stranito, «Gli Abruptum…» gli rispondemmo senza pensarci due volte.
Dopo soli cinque minuti, ovviamente ne ebbe abbastanza e totalmente disgustato ci chiese come è possibile che due musicisti ascoltino qualcosa che lui non definisce neanche musica…
Ci disse che durante l’ascolto, riuscì soltanto ad immaginare delle anime che, mentre scendono all’inferno, vengono dilaniate dal fuoco.
«Ecco, bravissimo…» gli dicemmo, «…ti sei risposto da solo! Ti rendi conto che gli Abruptum, con la loro non musica, come la definisci tu, ti hanno portato ad immaginare qualcosa? Ti hanno fatto provare una sorta di emozione? …ed in soli cinque minuti? Quante ore di musica molto più bella e strutturata hai ascoltato e non ti ha comunicato assolutamente niente? Ecco la genialità di questa band, ecco perché gli apprezziamo».
Ma chi sono gli Abruptum e come fanno ad essere tanto pazzi, tanto bizzarri, tanto particolari? Una cosa è certa, per scrivere e suonare la musica che hanno creato loro, non si può essere delle persone normali.
La band naque a Stoccolma nel 1989 per il volere di Tony Särkkä, in arte “It” e Jim Berger, in arte “All”. L’esordio del famelico duo svedese venne accompagnato da un terzo personaggio al basso, del quale però si sa solo il nome d’arte, un certo “Ext”, che dopo la registrazione della prima demo nel febbraio del 1990, dal titolo “Abruptum”, venne allontanato.
Questo primo lavoro lo si può definire una sorta di death metal ma quello che lo differenzia dal marasma di demo in circolazione in quel periodo è l’utilizzo del latino in titoli e testi dei brani ed una spiccata attitudine nel produrre rumori e suoni sgradevoli, marchio di fabbrica degli Abruptum, grazie al quale si sono decisamente differenziati da tutte le band dell’intero panorama del metal estremo.
A questa demo ne seguirono altre due, “The Satanist Tunes” uscita nell’agosto dello stesso anno ed interamente realizzata da It ed All e, nell’ottobre del 1991 “Orchestra of Dark” con un nuovo componente in sostituzione di Ext, un certo Morgan Steinmeyer Håkansson che avrà modo di farsi conoscere molto bene nel mondo del metal, non tanto per la militanza negli Abruptum, quanto per essere il fondatore e leader dei grandi Marduk.
Il periodo delle demo dimostra che la band ha già le idee ben chiare sulla direzione che vuole intraprendere, infatti si sente sin da subito il carattere distintivo che è dato da un sound molto grezzo e cavernicolo con delle parti di batteria che alternano momenti lenti e tecnicamente scarni a sfuriate improvvise in blast beat, delle chitarre molto distorte e quasi indecifrabili ed una voce dalle urla disperate ed angoscianti. All’epoca si vociferava che i componenti si sottoponessero a delle vere e proprie torture fisiche per cercare di rendere più sofferenti e reali le registrazioni ma, questa voce non ha mai avuto prova ed in molti sono a pensare che la band avesse inventato il tutto soltanto per far parlare di sé.
Le scarse strutture dei loro brani, uno spiccato margine di improvvisazione ed il parecchio rumore prodotto, hanno etichettato gli Abruptum come black metal/noise.
Nel novembre del 1991 uscì un EP intitolato “Evil” appoggiato da una piccola etichetta discografica statunitense, che portò la band all’attenzione di Sua Maestà Euronymous, il quale rimase particolarmente affascinato dalle terribili atmosfere prodotte, ma quello che lo colpì maggiormente furono le urla disumane di All che lo spinsero a definirli «La quintessenza sonora della pura malvagità».
Euronymous decise così di metterli sotto contratto con la sua Deathlike Silence Productions e tutto sembrava andare per il verso giusto ma il folle progetto svedese subì una prima battuta d’arresto proprio sul più bello…
Non perderti la seconda parte di questa tanto affascinante, quanto singolare storia.
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