…ma quali sono le differenze tra black metal e death metal?
Eccola, la domanda tipica, quella più comune, la domanda che fanno le persone che non ascoltano metal, perché ad un orecchio tutt’altro che esperto, questi due generi musicali possono sembrare molto simili.
In internet si trovano centinaia di risposte a questa domanda, più o meno convincenti; c’è chi risponde prendendo in considerazione i testi e le tematiche trattate, c’è chi si sofferma più sulla parte tecnica e poi c’è chi invece, dà grande importanza all’immagine tipica delle band che suonano questi generi.
In effetti, le differenze stanno un po’ in tutti e tre i tratti… per cominciare, le tematiche dei testi differiscono parecchio. I testi del black metal sono oscuri, maligni, filosofici, introspettivi, vanno a toccare argomenti principalmente anti-cristiani e pagani, con orientamento al satanismo, alla misantropia ed al lato misterioso ed affascinante della morte mentre nel death metal ad esempio, quando si parla di morte, essa viene letteralmente celebrata, raccontata con una visione splatter, diretta e senza mezzi toni, decisamente meno intellettuale; inoltre, nel death metal spesso si trattano questioni anti-sociali, di rabbia, di odio, di violenza, di distruzione.
Pure gli aspetti tecnici ed esecutivi sono molto diversi. L’elemento che più differenzia i due generi è di sicuro la voce, stridula e fredda, angosciosa e tagliente nel black metal ed al contrario nel death metal, grezza, gutturale, cavernicola, malata. Parlando del sound generale, esso si presenta con le chitarre molto distorte e “zanzarose” e con delle frasi musicali (riffs) piuttosto minimaliste nel black metal ed invece, nel death metal le distorsioni delle chitarre sono più pesanti, più corpose, definite e curate, con dei riffs più tecnici, più articolati e complessi. Anche la sezione ritmica è ben differente con delle batterie velocissime ed il basso quasi mai protagonista nel black metal mentre con delle ritmiche di batteria più complesse ed incisive e con il basso impegnato in parti più articolate e con dei suoni più potenti nel death metal.
…e figuriamoci l’immagine, quella poi, è completamente un’altra cosa, o per lo meno lo era! Riferendoci ai look sul finire degli anni ’80, primi ’90, vestiti in pelle nera, borchie, catene, collane con croci rovesciate e face-painting per i black metallers e scarpe da ginnastica, jeans, t-shirts ed un mood un po’ più sobrio per i death metallers.
Ecco le differenze, tra l’altro abissali, tra questi due generi musicali che in comune hanno soltanto una cosa… entrambi sono eternamente incazzati.
Queste sono sostanzialmente le nozioni che si trovano nel web, le spiegazioni di tutti coloro che vogliono fare chiarezza sulla questione, doverose spiegazioni tecniche alle quali noi però, vogliamo aggiungere una grandissima differenza, quella emotiva, ossia quello che questi due generi ci hanno lasciato dentro dopo i primi ascolti.
Cominciammo ad addentrarci in queste due fantastiche dimensioni verso il 1994; venivamo dal rock degli AC/DC, dei Guns n’ Roses, degli Aerosmith, dal grunge dei Nirvana, dei Soundgarden, dei Pearl Jam. La primissima finestra che ci si aprì sul mondo del metal fu con “Vulgar Display of Power” dei Pantera, “Chaos A.D.” dei Sepultura, “Game Over” dei Nuclear Assault e “Pleasure to Kill” dei Kreator… tutte eccezionali iniezioni di thrash metal potente ed esaltante che andavano ben oltre a quello che ci dava il rock. Senza nulla togliere a nessuno e pur continuando ad ascoltare un sacco di rock, quando mettevamo nel lettore CD i Pantera, i Sepultura, i Nuclear Assault ed i Kreator, l’energia che sprigionavano quei dischi era insuperabile ma… il passo per andare oltre fu molto breve.
Ci capitarono per mano “The End Complete” degli Obituary e successivamente il marcissimo “Reek of Putrefaction” dei Carcass e fu l’apoteosi… da fracassare il cranio contro il muro. Mai sentito niente di simile prima… la potenza era ancora maggiore e l’effetto che ci diedero questi primi assaggi di death metal fu particolarmente esaltante. Venimmo completamente presi dalla robustezza, dalla pesantezza di quei sound e dalla cattiveria di quelle voci che ci mandarono fuori di testa… ma ancora una volta, il passo per andare oltre fu molto breve.
Grazie ad un nostro amico che ci prestò un borsone pieno zeppo di CD, entrammo ben presto in contatto con il black metal e qui, non ce ne fu più per nessuno. Questo genere musicale che noi riteniamo essere un’entità, fu in grado di chiamarci a sé e di rapirci più di ogni altro genere ascoltato in precedenza… restammo fortemente impressionati di fronte al perfetto impasto dato dalla freddezza e dalla velocità degli strumenti, dall’immensa cattiveria delle voci, dalle atmosfere mistiche, gelide, maligne, infernali.
Da qui, una sfrenata voglia di conoscere più band possibili legate a questo genere, i personaggi che lo suonavano, le terre dalle quali provenivano e le particolari vicende nelle quali erano immischiati.
Ci affascinò anche il forte legame che si avvertiva fra la musica e la natura, il mood di impronta medievaleggiante, i numerosi riferimenti al satanismo ed al paganesimo e tutto ciò ci lasciò dentro tutt’altro che l’esaltazione del death metal, tutt’altro che la voglia di saltare e di spaccare la testa contro il muro… in questo caso le sensazioni furono molto più profonde, molto più riflessive, molto più magiche e misteriose.
Venimmo totalmente assorbiti ed ispirati da questa fantastica ed oscura dimensione che, da quando l’abbiamo scoperta, non ha mai smesso di attirarci, non ha mai smesso di sedurci, non ci ha più abbandonati.
Eccola, la più grande delle differenze tra black metal e death metal.
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