Consideriamo da sempre i Type O Negative un ottimo esempio per accedere al mondo del metal. Quando qualche inesperto del genere ci chiede quale band metal può ascoltare per soddisfare la sua curiosità, i Type O Negative sono sicuramente un buon punto di partenza; sono una di quelle band con le quali, anche chi non ha mai ascoltato metal, potrebbe ricredersi riguardo al genere perché quando si parla di metal con queste persone, solitamente lo definiscono casino, confusione, caos totale.
Conoscemmo i Type O Negative nel lontano 1995 quasi per caso, perché parlando con un ragazzo appassionato di musica metal, un giorno ci regalò un loro disco dicendoci che non gli piacevano per niente; l’album in questione fu “Bloody Kisses” del 1993 e la nostra attenzione venne catturata dalla copertina, che raffigura due bellezze in atteggiamenti lesbo! «Wow…» pensammo, «…chissà come può suonare un disco con una copertina del genere!»
Il nostro amico non ci avrebbe potuto fare un regalo migliore, infatti, appena messo il CD nello stereo venimmo calati in un mondo tutto particolare, completamente nuovo; partendo dai ritmi di batteria, fino ad arrivare alle parti vocali, mai sentito prima qualcosa di simile.
I Type O Negative si formarono verso la fine degli anni ’80 a Brooklyn, New York, per volere di un certo Peter Thomas Ratajczyk meglio conosciuto con lo pseudonimo di Peter Steele. Se da un lato, il quartetto ebbe delle indecisioni iniziali su quale nome adottare per la propria band (infatti, prima di arrivare al nome definitivo fecero ben tre cambi in poco tempo), dall’altro lato ci fu da subito una chiara direzione da intraprendere con la musica; in effetti, li si può definire come i pionieri, gli inventori del Gothic Doom Metal in quanto sono riusciti a creare qualcosa di unico, di mai sentito in precedenza.
Già dal loro primo album intitolato “Slow, Deep and Hard” (il titolo dice tutto) del 1991, si avvertono le caratteristiche peculiari del loro sound che vedono alternate ritmiche heavy quindi più veloci ed aggressive, a ritmiche doom decisamente più lente ed in alcuni casi talmente lente da sembrare quasi esasperate; ad una chitarra distorta e “zanzarosa” si sovrappongono dei suoni di tastiera oscuri, malinconici, dando vita ad uno stile creativo intriso di atmosfere decadenti ma allo stesso tempo imperiali… aggettivi tipici, se vogliamo, del periodo gotico! Il tutto, accompagna la voce di Steele, unica nel panorama, molto corposa e molto bassa, penetrante e particolarmente espressiva. Questo insieme di elementi curiosi, ma dosati sapientemente ha fatto dei Type O Negative una band singolare, magica, eterea, pessimista e molto dark.
Nel 1992, venne pubblicato il secondo album; un lavoro del tutto bizzarro, a partire dal titolo “The Origin of the Feces” con annessa copertina, un bel primo piano del peloso buco del culo di Steele… La cosa ancor più bizzarra è che sembra la registrazione di un concerto, un cosiddetto live album per la presenza del pubblico, ma non lo è… il pubblico venne volutamente aggiunto in studio per dare l’illusione di essere un album dal vivo e la cosa singolare è l’ostilità del pubblico nei confronti della band; più volte durante l’ascolto infatti, si possono sentire battibecchi e scambi di insulti tra “i presenti” e Peter Steele… è stata addirittura riprodotta un’ironica evacuazione della location per via di una presunta bomba con il cantante che invita la gente a mantenere la calma. “The Origin of the Feces” venne registrato in presa diretta e completato in una sola giornata, esattamente il 31 ottobre del ’91. Anche la fase di mixaggio venne fatta in tempo record, in sole tre ore l’8 marzo seguente… Il risultato non è un gran album, ossia non è uno di quei dischi che ti prendono per la loro bellezza ma è proprio per queste strane e curiose scelte che risulta essere unico, intriso di un certo humor nero che ha caratterizzato tutto il percorso dei Type O Negative; giusto per dare un esempio di questo humor, mentre gli artisti di tutto il mondo, arrivati ad un certo punto della loro carriera pubblicano il “The Best of…” quando toccò ai quattro di Brooklyn pensarono bene di intitolare la loro raccolta di successi “The Least Worst of”, che tradotto significa “il meno peggio”… Grandi!
Bene, lasciate alle spalle le prime due esperienze con annesse parti anatomiche, i Type O Negative sarebbero entrati nuovamente in studio e questa volta per fare sul serio, per dare vita al loro capolavoro assoluto… il già menzionato “Bloody Kisses” che andremo a raccontare nel prossimo blog.
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