Dopo l’attenzione che meritano i Wardruna, per entrare ancor più a fondo nel genere, è doveroso menzionare altri tre progetti musicali che trattano in maniera esemplare il nordic folk, ognuno con la propria particolarità; gli svedesi Forndom e Ulf Söderberg ed il danese Danheim.
Partiamo da Forndom non a caso, probabilmente perché dopo l’ascolto dei lavori di Einar “Kvitrafn” Selvik, è questo il progetto dal carattere più simile, dalle sonorità più vicine ai Wardruna.
Forndom è il nome d’arte del polistrumentista svedese Ludvig Swärd che ha cominciato l’attività nel 2012. Prima di cimentarsi nella musica, Ludvig gestiva un blog di fotografia amatoriale ed infatti, la sua prima registrazione, un EP di 5 brani pubblicato nel 2014 ed intitolato “Flykt”, è stata realizzata come accompagnamento sonoro per il suo blog fotografico. È in seguito alla riuscita di questo EP, elogiato da varie recensioni, che Ludvig ha deciso di dare maggior spessore alla sua creatura musicale; a distanza di due anni da “Flykt” ecco che vede la luce il suo primo album, un capolavoro assoluto, intitolato “Dauðra Dura”, una meraviglia dalle sonorità intense, oscure e molto vicine alle atmosfere dei Wardruna. Similmente a questi ultimi, anche Ludvig, per questa registrazione, si è servito di strumenti acustici e ciò rende l’ascolto molto coinvolgente. Il punto più alto risulta essere la quinta traccia, “Svitjod”, te la consigliamo perché è un viaggio nella dimensione vichinga più pura, ma tutte e sette le tracce di quest’album sono fantastiche, musica estremamente profonda ed emozionante, che arriva dritta al sentimento! Da ascoltare con particolare attenzione.
Proseguendo il cammino nel mondo del nordic folk, incontriamo un certo Ulf Söderberg, musicista e produttore discografico svedese che ha cominciato la carriera sul finire degli anni ’80 cantando una sorta di disco/pop. Dopo alcuni anni di silenzio, si ripresenta nel 1995 sia con look che con genere completamente diversi ed il primo album che pubblica nella sua nuova veste si intitola “Nattljus”, 11 tracce ben riuscite di electronic dark con sprazzi di dark ambient e forti richiami tribali. Qui, di nordic folk se ne sente poco, ma già puoi ascoltare l’impronta che Ulf dà alla sua musica, interamente fatta di tastiere e campionamenti ed intrisa di ritmiche che rievocano i gloriosi riti pagani. Non è di questo lavoro però che vogliamo parlarti, ma del secondo album, “Tidvatten”, suo capolavoro datato 1998. Con queste 10 tracce, la direzione intrapresa è molto più chiara e da un punto di vista dell’ascolto curiosa, infatti, la grande differenza rispetto a “Nattljus” è che in “Tidvatten”, si sente una certa presenza di nordic folk pur non essendo il genere principale di Ulf; l’album rimane ancorato all’electronic dark ed al dark ambient (generi che avremo modo di trattare in futuro) e presenta anche in questo caso una serie di ritmiche tribali, ma alterna a questi elementi un nordic folk raffinato e puramente evocativo. Lo si avverte nella fantastica “I Vargmånens Tid”, brano bellissimo e molto profondo, oppure in “Tidvatten part.I”, brano che poi si ripresenta nel finale dell’album con la seconda parte e completa il discorso passando in maniera del tutto naturale dal nordic folk al dark ambient.
“Tidvatten” è un album eccezionale, dark, cupo, magico, pieno di sfumature perché in questo caso, a differenza degli artisti menzionati in precedenza, il nordic folk non è l’unico genere trattato nell’album. La strumentazione acustica viene utilizzata pochissimo, la musica è quasi del tutto realizzata elettronicamente ed è presente questa componente tribale che vivacizza la parte ritmica, rispetto ad un’interpretazione più intima che si può percepire nei lavori di Wardruna e Forndom.
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