Danheim è una one man band danese, nata nel 2016 da un’idea del musicista e polistrumentista Mike Olsen. Fino al 2016, Olsen ha registrato e prodotto principalmente musica elettronica ed ambient ma, in seguito ad un forte legame con le sue radici ed un interesse per la mitologia norrena, si è spostato verso il nordic folk.
Mantenendo delle sfumature che era solito utilizzare nei generi precedenti, Olsen dà vita ad un nordic folk dai chiari connotati elettronici. La caratteristica principale che si trova in tutti gli album di Danheim è un costante uso delle percussioni, molto più presenti rispetto ai progetti menzionati in precedenza. Questo fa si che la musica risulti, per certi versi “vivace”, al confronto con una chiave di lettura più intima e riflessiva del nordic folk di Wardruna, Forndom e Söderberg. L’assiduo uso di percussioni, che fa chiaramente riferimento alle numerose battaglie degli antichi popoli vichinghi e la scarsa impronta armonica e melodica nei brani, fanno pensare ad una musica fatta più da eventi che da armonie. Lo stesso autore descrive i suoi brani come il lato più oscuro del periodo vichingo con l’aggiunta di una vivace immaginazione… descrizione azzeccata sicuramente perché in ogni lavoro di Danheim si avverte oscurità, che in certi casi arriva addirittura a creare tensione.
Al 2022, la discografia di Danheim conta ben 8 album, più innumerevoli singoli e questa mole di lavoro in un tempo relativamente ristretto denota che il musicista ha le idee ben chiare. C’è da dire però che il tutto risulta meno vario rispetto al ventaglio di colori che si trova nei lavori degli altri tre progetti… è come se il discorso interrotto con l’album precedente, venga ripreso nel nuovo album per una sorta di continuità.
Olsen non si è fatto mancare nulla, infatti, nonostante la sua intensa attività in studio, nel 2019 ha pure contribuito alla colonna sonora di alcuni episodi della serie TV “Vikings”.
La cosa curiosa della sua discografia è che tutti i titoli sono disponibili in streaming ed in formato mp3 mentre in CD, non si trova quasi nulla, se non qualche copia a tiratura limitata e creata direttamente da lui in formato CDr (ossia, stampata autonomamente su un Compact Disc masterizzabile); dunque, poco mercato fisico per Olsen, al contrario, una forte e ben organizzata identità digitale.
Per i suoi lavori, spesso Olsen si avvale di collaborazioni di altri artisti, tutti attivi nel nordic folk. È il caso di Sigurboði Grétarsson, il polistrumentista islandese a capo del progetto Kvæðamaðr; costui è presente in tre tracce di “Mannavegr” del 2017, primo album di Danheim, per poi ritrovarlo sia in “Fridr”, sia in “Runagaldr” entrambi datati 2018. Altre preziose partecipazioni nella nutrita discografia di Olsen sono date da Jonathan Barendsma, produttore e cantante tedesco, leader del progetto Gealdýr e presente nell’album “Hringrás” del 2019 e di Janus Pedersen, ideatore di Heldom, interessante realtà nordic folk sempre proveniente dalla Danimarca.
Sicuramente tutta da ascoltare la discografia di Danheim, se non altro perché si è perfettamente calati in una dimensione fatta di antichi rituali nordici che Olsen crea con abilità e nella quale è molto bravo a trasportare l’ascoltatore.
Termina qui questa breve ma intensa carrellata di nozioni sui quattro principali progetti nordic folk. Ti invitiamo all’ascolto della musica da noi menzionata, non limitarti alla lettura, perché a poco serve. Ricorda che è la curiosità che porta alla conoscenza, ascolta, ascolta ed ancora ascolta! Anche se non conosci o conosci solo in parte questi nomi perché “non ti sembrano famosi”, o non li trovi nei canali che abitualmente segui, ciò non vuole assolutamente dire che non siano in grado di trasmetterti delle fantastiche emozioni… oppure al contrario, non ti piacciono proprio, ma almeno lo puoi affermare con consapevolezza, perché li hai ascoltati.
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