Una delle band che si è fatta notare negli ultimi anni nel contesto nordic folk, sono senz'altro i Wardruna. Per gli appassionati del genere sicuramente questo nome è familiare, altri invece l’hanno sentito per caso, forse per il fatto che alcuni brani dei Wardruna sono stati utilizzati nella colonna sonora della celebre serie TV “Vikings”.
Riallacciandoci a quello che abbiamo scritto nell’articolo precedente, ti portiamo l’esempio di un progetto nordic folk creato da musicisti black metal, per farti capire l’eccezionale capacità espressiva di alcuni di loro… ti raccontiamo quindi una serie di vicende e di aspetti per cercare di conoscere più a fondo questa interessante e riuscita realtà di musica folk.
I Wardruna presero forma nel 2003, grazie al volere di Einar Selvik, in arte “Kvitrafn”, all’epoca batterista dei Gorgoroth, band di una certa importanza nell’ambiente del black metal norvegese.
Durante gli anni di permanenza nei Gorgoroth (dal 2000 al 2004), Kvitrafn si dedicò parallelamente alla creazione dei Wardruna con lo scopo di dare vita ad un progetto che potesse esprimere il suo forte legame con la spiritualità vichinga. Polistrumentista dotato di grande capacità e raffinato nella ricerca sonora, oltre alla batteria suona diversi strumenti a percussione, strumenti tipici della tradizione nordica come la Tagelharpa, (una sorta di arpa suonata con l’arco), la lira Kravik e vari tipi di strumenti a fiato.
Al suo fianco Kvitrafn volle Kristian Eivind Espedal meglio conosciuto come “Gaahl”, iconico e carismatico cantante dei Gorgoroth e per concludere il trio, la considerevole Lindy-Fay Hella, nome poco conosciuto fino al 2003 quando grazie ai Wardruna, è diventata una delle voci più note nel panorama folk; la si può apprezzare pure nelle sue esibizioni con il flauto.
La band pubblicò il suo primo album nel 2009, intitolato “Runaljod - Gap Var Ginnunga”, che fa parte di una trilogia dedicata all’alfabeto runico. Noi lo reputiamo il capolavoro assoluto dei Wardruna ed è un intrigante susseguirsi di dodici tracce che ci hanno coinvolto totalmente.
La musica folcloristica delle regioni scandinave ha radici molto antiche; da sempre accompagna numerose tradizioni che si sono tramandate nei secoli e ha raggiunto un particolare sviluppo nel XIX secolo. Con la loro pubblicazione, i Wardruna hanno aperto un nuovo capitolo nel panorama del nordic folk dando forma ad un vero e proprio collegamento fra l'antica cultura vichinga e la realtà odierna, mescolando saggiamente suoni popolari a suoni moderni e diventando in breve, una band di grande ispirazione per molti altri musicisti del genere.
Il primo brano “Ár Var Alda”, è un'introduzione di poco più di due minuti, capace di calare immediatamente l’ascoltatore nel giusto clima. La successiva “Hagall” è caratterizzata da un ritmo che fa pensare ad un rituale prima di una battaglia… viene riprodotto un temporale ed alcuni suoni della natura come acqua vento e fuoco, sono ricorrenti poi in tutto l'album; i vari effetti che questi suoni creano, si amalgamano perfettamente alla musica e sottolineano un costante contatto con le fredde terre del nord.
A “Hagall” segue “Bjarkan”, un ottimo brano nel quale, sul finale, si può finalmente sentire l’incantevole voce di Lindy-Fay Hella.
Meritano essere menzionate anche “Heimta Thurs” e “Laukr”, quest’ultima un perfetto lamento vichingo pronto a rievocare i compianti gloriosi tempi lontani.
Quasi tutte le canzoni si susseguono l'una legandosi all'altra, in un viaggio sonoro continuo che arriva a toccare dimensioni ancora più profonde con la notevole, splendida “Løyndomsriss”; ti invitiamo ad ascoltarla per capire di cosa si tratta. Brano tenebroso che lascia senza respiro… ma nessuna parola può spiegare realmente l'inquietante bellezza di ciò che Kvitrafn ha composto.
Ti consigliamo “Runaljod - Gap Var Ginnunga” e dedicagli l'attenzione che merita, capirai perché lo riteniamo un capolavoro. Nel prossimo articolo parleremo ancora dei Wardruna… ritorna nel nostro blog per leggere la seconda parte a loro dedicata.
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